miglior prodotto per sbiancare i denti

Lo miglior prodotto per sbiancare i denti è una procedura odontoiatrica che permette di migliorare il colore dei denti, rendendoli più bianchi. A questo primo tipo di sbiancamento, cosiddetto “cosmetico”, si affiancano altri tipi di sbiancamenti utili per risolvere discromie dentali, anche severe, dovute a patologie sistemiche (per esempio la fluorosi, disordini ematici, etc) oppure agli esiti di terapie con alcuni tipi di antibiotici (ad esempio, le tetracicline). I prodotti che vengono utilizzati a tal fine contengono principalmente perossido di idrogeno e perossido di carbammide, impiegati in varie concentrazioni a seconda della tecnica che si intende utilizzare e delle esigenze del paziente. Lo sbiancamento funziona grazie alla liberazione di ossigeno da parte del perossido di idrogeno o di carbammide nel momento in cui viene posto a contatto con i denti.

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3 rimedi naturali per sbiancare i denti

Lo sbiancamento dentale è una procedura odontoiatrica che permette di migliorare il colore dei denti, rendendoli più bianchi. A questo primo tipo di sbiancamento, cosiddetto “cosmetico”, si affiancano altri tipi di sbiancamenti utili per risolvere discromie dentali, anche severe, dovute a patologie sistemiche (per esempio la fluorosi, disordini ematici, etc) oppure agli esiti di terapie con alcuni tipi di antibiotici (ad esempio, le tetracicline). I prodotti che vengono utilizzati a tal fine contengono principalmente perossido di idrogeno e perossido di carbammide, impiegati in varie concentrazioni a seconda della tecnica che si intende utilizzare e delle esigenze del paziente. Lo sbiancamento funziona grazie alla liberazione di ossigeno da parte del perossido di idrogeno o di carbammide nel momento in cui viene posto a contatto con i denti. Queste molecole di ossigeno vanno a disgregare le molecole dei pigmenti responsabili della discromia, e dunque rendendole non più visibili. Lo sbiancamento dentale agisce solo sui denti naturali, non agisce su corone protesiche, otturazioni o qualsiasi altro materiale da restauro presente nel cavo orale. Dopo il trattamento sbiancante, eventuali corone protesiche od otturazioni potranno essere maggiormente visibili in quanto non più adeguate al nuovo colore raggiunto dai denti naturali. In tal caso potranno essere sostituite con altre dello stesso colore dei denti sbiancati.

Lo sbiancamento dentale è una delle pratiche odontoiatriche più antiche nella storia. Già i Fenici e gli Antichi Romani erano soliti usare impacchi di cera ed urea per sbiancare i denti. Nel Medioevo, invece, si applicavano delle soluzioni acide per andare a sciogliere lo strato più superficiale di smalto, ovvero quello più pigmentato, e se questo non era sufficiente si limavano con delle raspe di ferro le superfici esterne dei denti, fino a trovare smalto bianco. In seguito, hanno avuto molta diffusione i rimedi della tradizione popolare che prevedevano l'utilizzo di foglie di salvia da strofinare sui denti oppure la stessa cosa poteva essere fatta con le bucce di limone o il bicarbonato di sodio. Tali metodi, però, davano un risultato modesto e molto poco duraturo. Verso la fine dell'Ottocento, iniziano a comparire i primi trattamenti a base di perossido di idrogeno, ma a concentrazioni piuttosto elevate e dunque pericolosi per i pazienti. Facendo tesoro dei tentativi fatti dai colleghi in precedenza con varie concentrazioni di prodotto e varie tecniche, nel 1989 Van Haywood fu il primo a codificare quello che oggi chiamiamo sbiancamento domiciliare notturno. Parallelamente vennero codificate anche le tecniche per sbiancare con successo e senza rischi i denti devitalizzati. Attualmente le nuove frontiere di ricerca sullo sbiancamento dentale riguardano la combinazione tra trattamenti sbiancanti e trattamenti protesici, al fine di ottimizzare la resa estetica nei casi clinici complessi.

Lo sbiancamento dentale può essere effettuato, previa visita e valutazione dell'odontoiatra, sia presso l'ambulatorio odontoiatrico sia in modo più autonomo dal paziente a casa.

Con lo sbiancamento effettuato in ambulatorio, direttamente dal dentista o dall'igienista dentale, si possono sbiancare sia i denti vitali che i denti devitalizzati.

In un primo momento, il dentista rileva due impronte delle arcate dentarie del paziente. Grazie a queste, il laboratorio odontotecnico potrà confezionare due mascherine trasparenti che andranno a calzare perfettamente sulle arcate dentarie del paziente. La particolarità di queste mascherine consiste nella presenza sulla superficie esterna di serbatoi che saranno utili per contenere il gel sbiancante. A questo punto l'odontoiatra mostra al paziente come posizionare il gel sulle mascherine e come indossarle. Il paziente dovrà portare queste mascherine dalle 4 alle 8 ore, tutti i giorni per circa due settimane. La durata di applicazione giornaliera e la durata del trattamento dipendono dalla concentrazione del prodotto utilizzato (perossido di carbammide dal 10% al 16%) e dalla severità della discromia.

Lo sbiancamento dentale professionale attualmente è una pratica sicura per i pazienti, che non altera o rovina lo smalto dei denti e inoltre permette una predicibilità di risultato molto elevata. Perché avvenga tutto ciò ovviamente è necessaria una visita accurata da parte del dentista e l'uso di prodotti certificati. Nonostante ciò, i possibili effetti collaterali che si possono presentare sono ipersensibilità dentinale e lievi ustioni chimiche delle gengive. L'effetto collaterale più comune è l'ipersensibilità dei denti soprattutto agli stimoli termici freddi. Tale sensibilità, che può essere più o meno lieve, è assolutamente reversibile nel giro di poche ore oppure, in pochissimi casi, nel giro di qualche giorno.

Un altro comune effetto è quello di percepire sui denti delle "scossette", estremamente brevi. Un blando analgesico è d'aiuto in questi casi qualora non si voglia sopportare tale piccolo inconveniente, normale e che si risolve entro mezza giornata circa.

La sensibilità dovuta allo sbiancamento dentale può essere attenuata con l'applicazione topica di fluoro o di nitrato di potassio (i principi attivi dei desensibilizzanti che possono essere forniti dal dentista), utilizzando dentifrici desensibilizzanti ed evitando di assumere:

Può verificarsi anche una temporanea infiammazione delle gengive dovuta al contatto con l'agente sbiancante (ustione chimica). La sensazione che si può provare è simile al bruciore e le zone interessate possono anche apparire biancastre. La cosa non deve assolutamente preoccupare, si risolverà spontaneamente in poche ore.

Un altro effetto collaterale, che si può verificare quasi esclusivamente nei denti devitalizzati, è il riassorbimento radicolare. Questa evenienza è molto rara, soprattutto se la tecnica di sbiancamento viene eseguita correttamente.

Durante il trattamento sbiancante sarebbe opportuno evitare l'assunzione di cibi e bevande pigmentanti come per esempio:

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avere denti bianchi

Come sbiancare i denti: 5 metodi che funzionano

Spazzola con il bicarbonato Il bicarbonato di sodio è il rimedio più efficace per sbiancare i denti, infatti l’ingrediente principale della maggior parte dei dentifrici in commercio è proprio il bicarbonato. Spazzolando i denti con bicarbonato di sodio puro si ottiene un efficace effetto sbiancante, soprattutto grazie ai microgranuli da cui è costituito il bicarbonato. Come usarlo: Puoi usare il bicarbonato di sodio tutti i giorni per lavarti i denti. Mettine un po’ sullo spazzolino al posto del dentifricio. Spazzola i denti dolcemente per evitare di ferire le gengive. I primi risultati sono visibili fin dal primo lavaggio. Puoi acquistare il bicarbonato in qualsiasi farmacia o supermercato. Il limone sbianca e smacchia Tra i rimedi naturali per sbiancare i denti troviamo il limone. Grazie alla sua acidità il limone sbianca i denti ingialliti e macchiati. E’ anche molto utile per sciogliere il tartaro e rinfrescare l’alito. Inoltre è antibatterico e grazie all’elevata concentrazione di vitamina C rinforza le gengive. Come usarlo: Per sfruttare il potenziale del limone è sufficiente lavarsi i denti con un po’ di succo di limone appena spremuto. Spazzola dolcemente prima di risciacquare. Esegui questo lavaggio 2 volte alla settimana. Se vuoi fare una cura sbiancante completa mescola 75 g di bicarbonato con il succo di mezzo limone e usa questa miscela per lavarti i denti. Esegui questo procedimento tutte le mattine per una settimana (il bicarbonato riduce l’acidità del succo di limone). Il carbone vegetale Il carbone vegetale è il prodotto della carbonizzazione di alcuni tipi di legname. In molti paesi viene usato per la cura dell’igiene orale. Questo rimedio è del tutto privo di rischi per la salute. Come usarlo: Puoi usare il carbone vegetale in polvere: versa un po’ di polvere sullo spazzolino e lava i denti. Non aggiungere dentifricio che rischierebbe di aumenterebbe eccessivamente l’azione abrasiva; tuttalpiù puoi mescolare il carbone vegetale con qualche goccia d’acqua o di succo di limone per formare una pasta facile da usare. La polvere di carbone vegetale si trova in tutte le farmacie. strisce per denti bianchi

miglior prodotto per sbiancare i denti è una cosa che vorrebbero tutti. Lo sbiancamento dei denti però è di solito molto costoso e che ovviamente andrebbe fatto solamente in un centro specializzato che risponda a tutti i requisiti previsti. Ma è possibile sbiancare i denti a casa utilizzando soltanto metodi naturali. Ecco i più efficaci:

Uno dei migliori ingredienti che possono essere utilizzati per sbarazzarsi dei denti gialli. Mescola un quarto di cucchiaino di bicarbonato di sodio con un po’ di dentifricio, lavati i denti con questa miscela e risciacqua con acqua tiepida. Fallo una o due volte alla settimana. In alternativa, è possibile combinare il bicarbonato di sodio con succo di limone, aceto bianco, o perossido di idrogeno.

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